I vaccini e la salute globale

Il contributo dei vaccini alla salute pubblica ed allo sviluppo globale

I vaccini sono uno strumento di salute pubblica dall’impatto straordinario: la maggior parte del successo da essi accumulato nei paesi occidentali nell’ultimo secolo, particolarmente dopo la Seconda Guerra Mondiale, è dovuto al fatto che sono stati usati come strumenti di salute pubblica da autorità sanitarie pubbliche, sfruttando vaccini prodotti sia da privati che da aziende pubbliche.

La vaccinazione è universalmente considerata l’intervento medico più economico e di successo mai introdotto (OMS 2013), salvando tra 2,5 e 3 milioni di vite l’anno, e prevenendo innumerevoli malattie (OMS 2015). I vaccini hanno significativamente contribuito al drammatico declino nei tassi di mortalità osservato negli ultimi decenni. Il Report sugli MDG (Millenium Development Goals) del 2015 afferma che solamente la vaccinazione contro il morbillo ha prevenuto quasi 15.6 milioni di decessi tra il 2000 ed il 2013, mentre i numeri globali dei casi dichiarati di morbillo, nello stesso periodo, sono scesi del 67% (UN 2015).

I vaccini sono un elemento fondamentale per il raggiungimento dei SDG nel futuro. E’ stato stimato che nel 2013, 6,3 milioni di bambini in tutto il mondo sono morti prima di raggiungere i 5 anni di età: questo è un deciso ribasso dai 9.9 milioni nel 2000, nonostante l’aumento delle nascite, che dimostra l’efficacia dei tentativi di miglioramento della salute infantile. Nonostante questo, l’MDG 4 (ridurre la mortalità infantile di due terzi tra il 1990 ed il 2015) sarà probabilmente raggiunto solo da pochi paesi (Liu et al. 2015).

Dei 6,3 milioni di bambini morti nei primi 5 anni di vita nel 2013 (quasi tutti nei paesi a medio e basso reddito), il 51,8% (3,26 milioni) sono morti a causa di malattie infettive: polmonite, diarrea e malaria sono state le principali cause (Liu et al. 2015). Un cambiamento ben riconoscibile sta emergendo dalle analisi dei decessi infantili: i bambini muoiono sempre più vicini al momento della nascita; le morti causate dalle malattie infettive quali polmonite, diarrea e malaria si stanno concentrando sempre più nei primi 2 anni di vita (Liu et al. 2015). In un recente studio sistematico, Liu ha concluso che “nonostante la che la riduzione di mortalità dovuta a polmoniti, diarrea e morbillo costituisca la metà della diminuzione delle morti tra il 2000 ed il 2013, esiste sempre un grave problema di infezioni giovanili, con un totale di 3,3 milioni di vite, più di metà della mortalità al di sotto dei 5 anni” (Liu et al. 2015)

Già oggi è possibile aumentare enormemente l’impatto dei vaccini sulla salute globale, usando gli strumenti a nostra disposizione, anche prima di considerare il contributo offerto dai nuovi vaccini.